LA XVIII RASSEGNA DEL MÜLLER THURGAU Ogni estate si ripete l’evento di questo vino che raccoglie i consensi della gente.
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Charmat. Il Müller Thurgau si produce soprattutto nella regione Trentino Alto Adige e si colloca per la maggior parte sul mercato nazionale.Rispetto agli anni Ottanta la sua qualità è molto migliorata, grazie alle ricerche e ai cospicui investimenti che sono stati fatti per adeguare le cantine alla nuova cultura del vino. Paolo Benati poneva l’accento sul fatto che bisogna creare un’immagine forte del vino, che non dev’essere slegata dal territorio. Vanno coinvolti i turisti e i consumatori con una serie di eventi in città come Napoli, Roma, Milano, Amburgo e Monaco di Baviera. La promozione vive di compattezza e unità. Giacinto Giacomini, direttore generale della Cavit, esponeva velocemente la storia del Müller Thurgau e le difficoltà che esso incontrò in passato per affermarsi sul mercato. Riferiva che oggi è importante differenziarsi, che il Müller dev’essere prodotto nelle zone vocate, ma anche i prezzi hanno la loro importanza. Rivolto all’assessore Mellarini, si lamentava che nei ristoranti trentini vi sono tutti tipi di vini, tranne quelli trentini. Roberto Zeni, Presidente dei Vignaioli Trentini, parlava anche lui delle difficoltà iniziali che il Müller ebbe sul mercato, della produzione attuale e del mercato italiano in cui serpeggia l’esterofilia. Tiziano Mellarini, assessore provinciale con deleghe per agricoltura, turismo e commercio, riferiva che il percorso intrapreso per la promozione del Müller Thurgau è da ritenersi buono. Diceva pure che la forestazione in questi anni è cresciuta del 60% e i boschi arrivano nei paesi. E ciò in qualche modo crea problemi. Bisogna bonificare i territori e assegnarli al comparto agricolo. I fondi a lui assegnati sono inferiori di 60.000.000 di euro rispetto al 2004 e bisogna razionalizzarne l’impiego. Diceva che produrre Merlot è sbagliato, perché non ha mercato. La globalizzazione tocca pure il Trentino e andranno fatte scelte di cambiamento coraggiose nei tre comparti di sua competenza. Sempre per l’evento del Müller Thurgau, il 9 luglio, nella splendida cornice del parco di Palazzo a Prato di Piazzo di Segonzano, sempre in Valle di Cembra, con tanta bella gente presente, si teneva l’incontro mondano che vedeva come moderatore lo storico dell’arte Philippe d’Averio, e la partecipazione di Carlo Bertelli, medievista ed ex sovrintendente di Brera a Milano, la scrittrice trentina Isabella Bossi Fedrigotti, Vanni Pasca, storico del design al Politecnico di Milano e alla facoltà d’Architettura di Palermo, e Maddalena Carvaglia, ex velina di “Striscia la Notizia” e ora studentessa di giurisprudenza. Daverio, come gli capita di fare in tivù nelle sue trasmissioni sull’arte, partiva in quarta con i suoi voli pindarici. Si avventurava in questioni storico-filosofiche d’ambito medievale, e poi anche sulla coltivazione della vite in Europa. Rivolto al pubblico chiedeva se era sembrato che avesse contato “troppe balle” e invitava Carlo Bertelli, a dire la sua su quanto esposto. Il medievista non si tirava indietro nel tarpargli le ali, e accennava alla coltura della vite nel medioevo. Isabella Bossi Fedrigotti, da astemia qual è, raccontava della sua famiglia produttrice di vini. Vanni Pasca parlava di design e marketing applicato al vino. Riferiva del vino del passato che era pessimo e come sia cambiata la produzione vitivinicola in generale, e in Sicilia in particolare. Maddalena Carvaglia parlava un po’ della Puglia, sua regione d’origine, e dei suoi vini. Chiudeva l’incontro la degustazione delle specialità gastronomiche, accompagnate dal Müller Thurgau, al buffet offerto da Trentino SPA. Zell, 10 ottobre 2005 Angelo Siciliano www.angelo Siciliano.com |